Rifondazioni

Ottobre 20, 2009

Un recente sondaggio attribuisce al Partito Laburista di Gordon Brown un magro 24% , dato che lo relega a terza forza, dopo i Conservatori e i Liberali.

Sono lontane le glorie del Tony Blair di fine millennio e – se tanto mi da tanto – tra pochi mesi un tory tornerà al n. 10 di Downing Street il che, dopotutto, dopo 12 anni di governo laburista ci può pure stare.

La Spd tedesca non sta meglio. Come sappiamo, appena un paio di settimane fa hanno preso una sberla di dimensioni colossali, franando al 23,5%, percentuale imbarazzante per una forza politica che non scendeva sotto il 33,3% dei voti dagli anni ‘50 e che solo 10 anni fa, superava il 40% .

Una percentuale vicina al 25% è anche quella del PSF ed è da oltre 20 anni – regnava ancora Francois Mitterrand – che i socialisti francesi non si schiodano da quella posizione, se non per allontanarsene verso il basso (come nel 1993, quando ottennero uno scarso 17% alle politiche di quell’anno).

In tutto questo discorso, appare evidente che il 26% del PD è assolutamente nella media delle grandi democrazie europee (Spagna esclusa, da quelle parti Zapatero veleggia attorno al 40%) e quindi il dato – di per se – non deve stupire, se non per un punto: perchè i partiti di sinistra riformista non riescono a collocarsi su percentuali del 35-40%?

La risposta non so bene quale possa essere, ma a naso ipotizzo un problema grosso e ricorrente: la sinistra “riformista” ha perso la capacità di “raccontare la sua storia”. Mi è venuto in mente questo aspetto leggendo “Political Brain” di Drew Westen, tradotto in Italia dal “Saggiatore” con il titolo di “La Mente Politica“, studio sul perchè gli elettori americani “pensano come i democratici ma votano per i repubblicani”.

Secondo Westen, il problema dei democratici risiede nella loro incapacità di toccare i cuori degli elettori raccontando la loro versione della storia, la loro idea di società, prigionieri come sono dei calcoli, degli studi, del politically correct, dell’essere sempre “precisini”, del non voler mai affondare la lama, del voler rassicurare e – in fondo – del volersi legittimare, non si sa da chi non si sa perchè.

La sinistra – che dovrebbe incarnare fantasia e cambiamento – rischia di morire (e far morire) per la noia, per la debolezza delle convinzioni e per la paura di non sembrare abbastanza moderata, finendo quindi per rendere inevitabili i consensi per chi è moderato sul seri. Cioè, per capirsi,  “perchè cercare la pepsi se hai la coca cola?

Poi accade che compare un leader visionario, comunicativo e creativo (Kennedy, Brandt, Clinton, Obama, Blair, Zapatero) e vince le elezioni, riuscendo la dove i “burocrati” hanno fallito. Chissà se dal PD uscirà qualcosa del genere presto o tardi…


Sfera di cristallo

Giugno 18, 2009

I 25 lettori di questo blog avranno notato come – indegnamente e certo per puro caso – il maldestro autore abbia centrato il flop del PDL, ipotizzandolo in un paio di post, pur non spingendosi fino a profetizzare un calo elettorale, non vistoso ma comunque percepibile.

Mentre tutti i commentatori vicini al centrodestra (politici o giornalisti) si affannavano a spiegare che “no, è andata bene, molto bene, benissimo, strabene”, la sola, vera e indiscutibile cartina di tornasole svelava la verità: Silvio Berlusconi, che non sa star zitto un quarto d’ora, non ha aperto bocca per due giorni, uscendosene alla fine con una dichiarazione scontata e banalotta (“siamo stati bravi, poteva andar peggio”).

E ora – galvanizzato dalla conferma delle mie doti profetiche – mi azzardo in una previsione spericolata e rischiosissima: primavera 2010, elezioni politiche. E argomento per punti…

1. Berlusconi ha perso appeal e prestigio nel Paese. C’è poco da fare, vere o false che siano le vicende emerse in queste settimane, un segno lo hanno lasciato;

sfera20di20cristallo2. A settembre-ottobre potrebbero manifestarsi ancora più evidenti i sintomi della crisi, in particolare per i consumatori e la gente comune… per una famiglia, due mesi di cassa integrazione sono affrontabili, ma se iniziano a diventare 8-10 allora le cose cambiano. E stanno per cambiare.

3. Berlusconi è uno straordinario costruttore di campagne elettorali politiche, ma zoppica nelle competizioni amministrative;

4. Nel 2010 ci saranno le elezioni regionali e il premier rischia di arrivarci con le ruote sgonfie e rivedere lo scenario della legislatura 2001-2006, quando dopo la vittoria elettorale si trascinò per 5 anni da una sconfitta all’altra, fino a quella alle politiche 2006.

5. Berlusconi ha tanti difetti, ma è un combattente, un uomo coraggioso che non vuole certo farsi lessare a bagnomaria da Tremonti o da Fini, quindi giocherà d’anticipo.

6. L’anticipo non può che essere uno scioglimento rapido delle Camere, per giungere ad una nuova ordalia elettorale, unendo ad essa anche le regionali, alla ricerca disperata di una nuova incoronazione, di un nuovo mandato in bianco, che questa volta comprenda anche le principali amministrazioni territoriali. Una sorta di Grande Slam elettorale.

Insomma, non saranno mesi facili quelli a venire. E consiglio vivamente chi vuol diventare deputato o senatore di iniziare a rodare la macchina.

Roarrrr!


Dichiarazione di voto

Giugno 5, 2009

E’ irrituale, ma cosa nella politica italiana non lo è? Pertanto – dopo il post “illegale” di ieri scritto in violazione delle norme sui sondaggi, oggi rincaro la dose lanciando un appello al voto per una forza politica per la quale non avevo mai votato in precedenza: la lista Bonino-Pannella. E ne motivo le ragioni:

lista_pannella_bonino11. in Italia la politica è virtualmente morta. Ci sono gli interessi, ci sono le piccole tattiche, ci sono gli scontri di potere, ma la politica intesa come costruzione di un percorso evolutivo coerente e consapevole della società manca tragicamente. C’era al tempo di De Gasperi (Atlantismo – Europeismo – Conservatorismo sociale – Economia mista); c’era negli anni del primo Centrosinistra (il riformismo sociale ed economico) e a sprazzi – sempre più labili anche in talune fasi degli anni ‘70-’80 e primi anni ‘90. Da 10-12 anni a questa parte nulla, tranne una continua, quotidiana schermaglia sempre e soltanto “castale” e autoreferenziale su un pacchetto di temi immutabili e irrisolvibili: televisione, legge elettorale, processi di Berlusconi, fusioni/scissioni di partiti, grovigli tra banche, partiti e giornali…

2. I radicali hanno un programma politico coerente, costante negli anni e – a parer mio – necessario al nostro Paese: diritti civili, laicità dello Stato, demolizione di corporazioni e consorterie professionali, libertà di cura e ricerca, europeismo, federalismo non padano, nuovo modello di welfare. Non tutto è perfetto in quanto dicono o fanno, ma almeno non cambiano opinione dalla sera alla mattina, sempre e continuamente.

3. I radicali non sono particolarmente simpatici. Tendono a essere saccenti, talvolta moralisti, spesso esagerati nei toni e nei modi, governati a pugno duro da un padre-padrone che finchè avrà vita e voce resterà il dominus indiscutibile di tutto il movimento. Ma sono – almeno credo – persone perbene. Certo, nel tempo hanno fornito un po’ troppa bassa manovalanza al PDL, non sempre ne ho capito la politica delle alleanze ma stavolta vanno da soli e mi sento di appoggiarli. Anche perchè – aspetto non da poco – al Parlamento Europeo hanno sempre dimostrato di sapersi muovere e lavorare.

Insomma, magari sarà l’ennesimo voto sbagliato di una vita fatta quasi solo da voti sbagliati. Ma questa volta – ricordando a me stesso che il voto non è mai un regalo, ma sempre un prestito – metterò la croce sul simbolo “Bonino-Pannella” e scriverò in stampatello e in modo leggibile i nomi:

BONINO – PANNELLA – CAPPATO.

Speriamo di non fare una cazzata!


Emergenza sicurezza

Marzo 17, 2009

Non si chiede tanto ma uno, almeno uno.

Uno che venga preso, punito e sconti fino all’ultimo minuto la sua condanna. Uno, esempio per tutti. E’ questo che mi viene in mente dopo aver letto che a Pordenone – cioè nella mia terra – un disabile gay è stato brutalmente picchiato dalla solita squadraccia di teppe (tre persone, una di 43 anni) che – ovviamente – si stavano annoiando. Il tutto nel disinteresse dei passanti.

Ora, tralasciando il caso orrendo del cittadino indiano al quale la solita manica di farabutti ha dato fuoco alcune settimane fa, mi pare che ci sia una crescita esponenziale di violenze piccole o grandi nei confronti di appartenenti a minoranze.

Non è il primo gay riempito di botte (un paio di mesi fa ne ricordo uno con la testa rotta ad opera dei buttafuori di un locale notturno romano) e – soprattutto – non è il primo “diverso” riempito di botte o brutalizzato. Infatti, la settimana scorsa (senza andare troppo distante nel tempo) due cittadini di origine africana sono stati picchiati senza motivo in strada, per il solo gusto di farlo (Napoli e Roma). Gente tranquilla, che passeggiava con la famiglia o con gli amici, presi a cinghiate in faccia.

Si blatera tanto di emergenza sicurezza. Il nostro impresentabile ministro degli Interni fa il ghigno da sceriffo cattivo quando si tratta di proporre norme forcaiole costruite su base razziale – dalle classi differenziate ai medici delatori – ma nel frattempo chi non è allineato rischia molto, anche la stessa vita. Come il giovanotto assassinato a sprangate a Verona un anno fa, colpevole di non fumare e avere i capelli lunghi. Anche allora la noia, che pare sia particolarmente presente nel nord Italia e in particolare nel ricco Veneto (una delle regioni più ignoranti d’Italia, tra l’altro…).

Insomma, persone di colore, balcanici, gay, solitari, portatori di handicap, persone alternative… tutti ad alto rischio, tutti potenziali vittime di scoppi di violenza folle, sanguinaria e soprattutto molto spesso impunita. Che talvolta può accadere anche all’interno delle istituzioni pubbliche, che pure dovrebbero essere luoghi di legge e di sicurezza. Come accaduto a Parma, dove si ricordano i pestaggi al giovane straniero e la mortificazione umana alla prostituta, gettata in una stanza seminuda, senza una sedia, senza qualcosa per coprirsi. E senza regole. Si è dimesso l’assessore alla sicurezza? ma figuriamoci… e il comandante dei kapo municipali? ma figuriamoci…

E su queste cose, che hanno da dire tutti i politici di centrodestra sempre con la bocca piena di “garantismo” quando gli imputati hanno il doppiopetto Caraceni e l’auto blu con il motore acceso in strada? Insomma, sarò catastrofico, ma se dovessi indicare un male, un male vero che sta attraversando l’Italia direi di certo il razzismo. Che esiste, è diffuso, profondo.

E tollerato.


Il partito unico

Febbraio 17, 2009

Renato Soru mi sembra una brava persona e penso che i sardi abbiano fatto un errore, ma tant’è, così è andata e ora è giunto il momento della riflessione.

Renato Soru ha ottenuto il 43% di voti circa, vale a dire 5% in più del totale dei voti conseguito dalla propria coalizione, mentre Ugo Cappellacci è a quota 51, cioè 5 punti in meno della somma dei partiti di centrodestra. Il che significa, volendo coniare uno slogan, che “il centrosinistra ha perso malgrado Soru e il centrodestra ha vinto malgrado Cappellacci”.

Se la candidatura di Soru si è rivelata una scelta – tutto sommato – non sbagliata, il punto debole della filiera è stato il Partito Democratico, che è passato dal timore del calo alla certezza del tracollo.

Che il principale partito di opposizione sia così vistosamente allo sbando non è positivo per nessuno che abbia a cuore le sorti della democrazia la quale – notoriamente – si regge sull’alternanza e sul reciproco bilanciamento e controllo tra i poteri. Certo, la cosa può far piacere a Silvio Berlusconi – che in un memorabile Matrix aveva dichiarato che “senza sinistra si vivrebbe meglio” – ma per le persone “normali”?

Il rischio dietro l’angolo per il PD è l’irrilevanza politica ed elettorale. Un PD al 20-25% dei voti (potremmo arrivarci…) non potrebbe rappresentare un’alternativa di governo credibile per moltissimi anni e la sola soluzione finirebbe per essere, ancora una volta, l’accozzaglia di tutti contro Berlusconi. Accozzaglia che ha mal funzionato già nel 1998 e nel 2008.

Insomma, se i dati della Sardegna ci parlano chiaro, potremmo trovarci in un sistema politico retto virtualmente da un partito unico – il Pdl – e questo non avviene in nessuna democrazia europea.

Sono cose che accadono solo in Russia. Magari al premier la cosa fa piacere, ma alle persone di buonsenso penso proprio di no… sarebbe opportuno che nel PD facessero delle riflessioni vere su questo e magari modificassero l’andazzo…


Negazione

Febbraio 2, 2009

Sono capitato per errore su un blog “negazionista” con insulti grevi e ironie indegne nei confronti dei sopravvissuti alla tragedia della Shoah e – per non farsi mancar nulla – a quella delle altre “categorie martiri” (zingari, prigionieri di guerra russi, omosessuali, malati di mente, disabili, élite culturale polacca…).

Il blog rivendicava il diritto di scrivere le proprie porcherie rifacendosi all’art. 21 della Costituzione italiana e allora io – pur sapendo che non serve a nulla – ho lasciato un commento di questo tono: “a norma dell’art 21 della Costituzione da Voi ricordato, desidero esprimere in piena libertà la seguente opinione intellettuale: crepate, nazisti di merda!”. So che non è degno di me, ma ormai è fatta…

E mi sono messo a riflettere sul negazionismo. Che significa? molto semplicemente dire che l’Olocausto non c’è mai stato. Una balla costruita ad arte per non si sa bene quale ragione…

Ora, già è incomprensibile che esistano dei nazisti “oggi”, vale a dire nell’Italia del 2009, che è priva di tutte le problematiche socioeconomiche e politicoculturali della Germania del 1933, ma che negare un fatto storicamente accertato non è solo una posizione politica aberrante, ma pure una cazzata! Sarebbe come se – per esempio – un sostenitore di Napoleone negasse l’evento “battaglia di Waterloo”, solo perchè il nostro idolo ne è uscito maluccio.

Eppure – senza saper ne leggere ne scrivere – ci sono elementi probanti della storicità dell’Olocausto, che tanto vale ricordare:

1. La vicenda è piena di “criminali” rei-confessi. A partire da Hitler, che ha rivendicato lo sterminio degli ebrei più volte (l’ultima nel testamento redatto un giorno prima del suicidio), per giungere ai verbali della conferenza di Wansee del 1942 (che pose le basi “operative” dello sterminio), fino agli scritti privati dei principali gerarchi nazisti, alle loro stesse deposizioni a Norimberga (quando fecere scaricabarile delle responsabilità su Himmler, ma non negarono l’evento dell’Olocausto), per giungere alla stessa deposizione del responsabile di Auschwitz, Rudolf Hoss, che spiego in modo piano e acritico come fu possibile l’eliminazione di circa 2.000.000 di esseri umani grazie ad un “razionale” utilizzo delle camere a gas;

2. La vicenda è piena di testimoni. Decine di migliaia di scampati di ogni paese europeo che – senza conoscersi tra loro, senza aver modo di concordare una “versione dei fatti” condivisa – hanno descritto nei minimi particolari la “vita” all’interno dei lager;

3. La vicenda è piena di prove documentali: cadaveri, foto, testimonianze esterne, luoghi di detenzione, strumenti di tortura… Mai crimine fu meno nascosto e mai prove furono occultate in modo più sciatto.

Ciò nonostante, non si trova un solo nazista che dica “hanno fatto bene ad ucciderli tutti”, ma se ne trovano a bizzeffe che dicono “non è mai accaduto”, il che è surreale. E testimonia l’inutilità di ogni ragionamento. E l’inutilità stessa di questo post, che a ben vedere avrei pure potuto non scrivere e voi avreste potuto tranquillamente non leggere.

Non serve a nulla. Nulla aggiunge e nulla toglie e io – scrivendolo – lungi dal sentirmi sollevato, sono ancora più incazzato.


Israele e i suoi errori

Gennaio 5, 2009

Malgrado mi consideri una persona adeguatamente informata, confesso di non sapere chi sia il responsabile della recrudescenza della eterna guerra in Medio Oriente… un qualche petardo fatto in casa lanciato un paio di allucinati di Hamas? qualche omicidio mirato progettato giocando a risiko da qualche fagiano d’oro del Mossad? vallo a sapere…

Cerco di ragionare sui fatti. Come fanno gli storici? partono da quello che sanno ed è sicuro… Ad esempio, è un dato non contestato che il 18 giugno 1815 in una piana intensamente coltivata non distante da Bruxelles e limitrofa al borgo di Waterloo gli eserciti francesi e angloprussiani si sono scontrati e che i francesi hanno avuto la peggio. Questo è il dato storico. Poi ci sono le microinterpretazioni: se non ci fosse stato il fango la battaglia sarebbe iniziata prima… se non si fosse perso tempo a bombardare il castello di Hougoumont… se Grouchy avesse avuto i riflessi più lesti… Se il maresciallo Ney non avesse mandato al macello 12.000 cavalieri contro i quadrati inglesi… Se Napoleone invece di starsene disteso a lamentarsi per le emorroidi si fosse spicciato a mandare la Guardia… se, se, se, se, se… E poi ancora le macrointerpretazioni storiche. Se avessero vinto i francesi il Belgio si sarebbe sollevato in loro favore… sarebbero stati spostati 100.000 uomini verso l’Austria… ci sarebbe stata una pace di compromesso e forse oggi in Francia ci sarebbe ancora un imperatore, magari Napoleone XII°.

E in questo caso? il dato storico certo qual’è? forse che nel 1948 l’Onu aveva stabilito delle cose che non si sono mai realizzate? come il principio del due stati sovrani e pacifici, uno ebraico e uno palestinese? Ma pur avendo appurato che forse la prima schioppettata l’hanno tirata gli arabi, che cosa ci dice dell’oggi? poco, direi, molto poco.

E allora, senza i fatti, che vengano le opinioni. Ho scritto parecchie volte dei post di vicinanza e simpatia verso Israele, ma questa volta proprio non ci riesco. Quando è troppo, è troppo… non solo perchè ritengo indegno di un paese civile e democratico l’abuso dei bombardamenti su obiettivi civili ma anche perchè, piaccia o non piaccia (e a me NON piace), Hamas gode di un effettivo consenso popolare e il consenso non si demolisce a cannonate, che piuttosto lo rafforzano…

Certo, Al Fatah e la sua dirigenza si sono sputtanati, dimostrando che forse è più facile dirottare aerei che non gestire il governo di un territorio e in fondo la caduta di prestigio dell’ANP (laica e quasi democratica) è avvenuta non per colpa di Israele, ma per la loro incapacità a costruire un percorso vero, per la patologica corruzione, per l’inadeguatezza nei confronti delle aspettative e dei bisogni della popolazione, che per ragioni svariate appoggia in buona misura gli allucinati fanatici di Hamas.

La quale Hamas ha trasformato un conflitto “laico” in una jihad, come se ce ne fosse il bisogno. Sono alleati degli Hetzbollah libanesi e dei “guardiani della Rivoluzione” iraniani, vale a dire due delle più fanatiche, illiberali e violente fazioni politiche del mondo arabo. E ricordiamo un po’ come iranimpiccagione02funziona l’orrido regime iraniano, dove vengono impiccate le donne incinte (evito la foto), gli oppositori in genere – appesi a grappoli, come le palle dell’albero di Natale – impiccagione1e i giovani gay in particolare, come nella foto a sinistra.

Tutto questo lo ricordo non per compiacimento morboso, ma perchè molto spesso l’opinione pubblica di sinistra – nel suo condivisibile spirito terzomondista – dimentica o non da importanza a quanto avviene quando sono “i buoni” a prendere il potere… E mi chiedo quanti di coloro che difendono Hamas si sentirebbero a loro agio se fossero governati da questi individui, che farebbero rimpiangere pure Berlusconi…

Ciò ricordato però, Israele a parer mio sta passando il segno. Carri armati, bombardamenti a tappeto, massacri di civili, tabule rase… per cosa? dov’è l’obiettivo politico? eliminare Hamas da Gaza, magari facendo in modo che spunti in Cisgiordania? riprendere il pieno controllo della Striscia per ridare vita al tormento dell’occupazione abusiva del territorio palestinese? trovare una scusa per invadere nuovamente il Libano? Oppure, molto semplicemente, rafforzare il consenso elettorale del governo in carica che – val la pena di ricordarlo – era stato eletto con un programma “pacifista”?

Insomma, forse Israele non predica la Guerra Santa, ma ho l’impressione che pratichi la guerra sporca, per fini tutti di politica interna. E in un conflitto tra fanatici religiosi e militarismo fascista, confesso che non riesco a schierarmi… posso solo dirmi triste e deluso per come 60 anni di guerra hanno ridotto una democrazia che era nata per essere colta, civile e aperta.


Verso le Europee

Dicembre 9, 2008

“La Repubblica” di oggi pubblica un sondaggio sulle intenzioni di voto per le Europee 2009. Ovviamente, non significa assolutamente nulla, dato che mancano 7 mesi al voto e può succedere di tutto, ma è comunque opportuno farci una riflessione.

Si parte da questi dati:

  • PDL – 39.0%
  • PD -   28.0%
  • IDV -    7,8%
  • LN -     7,5%
  • UdC -   4,0%
  • Sx -      5,5%
  • PS -     1,3%
  • PR -     1,0%
  • Dx -     1,5%
  • Altri -   4,4%

Considerando che l’orientamento di voto non è certo motivato dalle questioni strettamente europee (che non sono -purtroppo – nella testa e nel cuore degli elettori), si può ipotizzare che il criterio sia, come al solito, politico-domestico. E questo sta a significare che la coalizione di governo è a quota 47,4% (+ 0,7% sulle Politiche 2009), mentre la coalizione ex veltroniana al 36,8% (-0,8%).

Non esiste dunque – sic stantibus rebus – un “plebiscito” a favore dei partiti di governo (che, anzi, continuano a essere indicati da meno del 50% dell’elettorato e farebbero bene a tenerlo presente), così come non esiste una “balcanizzazione” dell’opposizione. Tutt’al più un travaso di voti dal PD all’IdV, ma non certo una dispersione in mille rivoli.

Insomma, mi pare che la partita sia ancora tutta, ma proprio tutta, ma tutta tutta da giocare.


Maschere

Novembre 24, 2008

comedy__tragedy

Qualche giorno fa, il ministro Bossi ha detto che al nord “si stanno oliando i fucili” nel caso in cui il Federalismo fiscale dovesse incontrare eccessivi intoppi lungo il proprio iter… Nel frattempo, il neoeletto presidente della Vigilanza Rai – lo scaltro Villari – fa “ammuina” e non si dimette, malgrado le espresse richieste di Renato Schifani, Gianfranco Fini, Silvio Berlusconi e un’altro pacchetto di leader di secondo o terzo piano.

Bossi evoca la guerra civile, un fiume di sangue per ottenere il federalismo, mentre Villari è protagonista di una pagliacciata di basso livello.

Cosa ci aspetta prossimamente su questi schermi? la Tragedia o la Commedia?. O la Tragicommedia?


Il rischio

Novembre 10, 2008

Non capisco perchè tutto questo scandalo attorno alla battuta di Silvio Berlusconi su Barack Obama “bello e abbronzato”. Dopotutto è andata bene, io mi sono meravigliato che non abbia ancora fatto commenti sul mito degli attributi sessuali degli uomini di colore. Poteva anche dire una cosa del genere: “Barack è più abbronzato di me, ma io e lui condividiamo un pregio che fa contente le nostre mogli e fa si che conosciuto noi, non guardino più gli altri uomini!”

Ecco il rischio che abbiamo corso.