Sfera di cristallo

Giugno 18, 2009

I 25 lettori di questo blog avranno notato come – indegnamente e certo per puro caso – il maldestro autore abbia centrato il flop del PDL, ipotizzandolo in un paio di post, pur non spingendosi fino a profetizzare un calo elettorale, non vistoso ma comunque percepibile.

Mentre tutti i commentatori vicini al centrodestra (politici o giornalisti) si affannavano a spiegare che “no, è andata bene, molto bene, benissimo, strabene”, la sola, vera e indiscutibile cartina di tornasole svelava la verità: Silvio Berlusconi, che non sa star zitto un quarto d’ora, non ha aperto bocca per due giorni, uscendosene alla fine con una dichiarazione scontata e banalotta (“siamo stati bravi, poteva andar peggio”).

E ora – galvanizzato dalla conferma delle mie doti profetiche – mi azzardo in una previsione spericolata e rischiosissima: primavera 2010, elezioni politiche. E argomento per punti…

1. Berlusconi ha perso appeal e prestigio nel Paese. C’è poco da fare, vere o false che siano le vicende emerse in queste settimane, un segno lo hanno lasciato;

sfera20di20cristallo2. A settembre-ottobre potrebbero manifestarsi ancora più evidenti i sintomi della crisi, in particolare per i consumatori e la gente comune… per una famiglia, due mesi di cassa integrazione sono affrontabili, ma se iniziano a diventare 8-10 allora le cose cambiano. E stanno per cambiare.

3. Berlusconi è uno straordinario costruttore di campagne elettorali politiche, ma zoppica nelle competizioni amministrative;

4. Nel 2010 ci saranno le elezioni regionali e il premier rischia di arrivarci con le ruote sgonfie e rivedere lo scenario della legislatura 2001-2006, quando dopo la vittoria elettorale si trascinò per 5 anni da una sconfitta all’altra, fino a quella alle politiche 2006.

5. Berlusconi ha tanti difetti, ma è un combattente, un uomo coraggioso che non vuole certo farsi lessare a bagnomaria da Tremonti o da Fini, quindi giocherà d’anticipo.

6. L’anticipo non può che essere uno scioglimento rapido delle Camere, per giungere ad una nuova ordalia elettorale, unendo ad essa anche le regionali, alla ricerca disperata di una nuova incoronazione, di un nuovo mandato in bianco, che questa volta comprenda anche le principali amministrazioni territoriali. Una sorta di Grande Slam elettorale.

Insomma, non saranno mesi facili quelli a venire. E consiglio vivamente chi vuol diventare deputato o senatore di iniziare a rodare la macchina.

Roarrrr!


Dichiarazione di voto

Giugno 5, 2009

E’ irrituale, ma cosa nella politica italiana non lo è? Pertanto – dopo il post “illegale” di ieri scritto in violazione delle norme sui sondaggi, oggi rincaro la dose lanciando un appello al voto per una forza politica per la quale non avevo mai votato in precedenza: la lista Bonino-Pannella. E ne motivo le ragioni:

lista_pannella_bonino11. in Italia la politica è virtualmente morta. Ci sono gli interessi, ci sono le piccole tattiche, ci sono gli scontri di potere, ma la politica intesa come costruzione di un percorso evolutivo coerente e consapevole della società manca tragicamente. C’era al tempo di De Gasperi (Atlantismo – Europeismo – Conservatorismo sociale – Economia mista); c’era negli anni del primo Centrosinistra (il riformismo sociale ed economico) e a sprazzi – sempre più labili anche in talune fasi degli anni ‘70-’80 e primi anni ‘90. Da 10-12 anni a questa parte nulla, tranne una continua, quotidiana schermaglia sempre e soltanto “castale” e autoreferenziale su un pacchetto di temi immutabili e irrisolvibili: televisione, legge elettorale, processi di Berlusconi, fusioni/scissioni di partiti, grovigli tra banche, partiti e giornali…

2. I radicali hanno un programma politico coerente, costante negli anni e – a parer mio – necessario al nostro Paese: diritti civili, laicità dello Stato, demolizione di corporazioni e consorterie professionali, libertà di cura e ricerca, europeismo, federalismo non padano, nuovo modello di welfare. Non tutto è perfetto in quanto dicono o fanno, ma almeno non cambiano opinione dalla sera alla mattina, sempre e continuamente.

3. I radicali non sono particolarmente simpatici. Tendono a essere saccenti, talvolta moralisti, spesso esagerati nei toni e nei modi, governati a pugno duro da un padre-padrone che finchè avrà vita e voce resterà il dominus indiscutibile di tutto il movimento. Ma sono – almeno credo – persone perbene. Certo, nel tempo hanno fornito un po’ troppa bassa manovalanza al PDL, non sempre ne ho capito la politica delle alleanze ma stavolta vanno da soli e mi sento di appoggiarli. Anche perchè – aspetto non da poco – al Parlamento Europeo hanno sempre dimostrato di sapersi muovere e lavorare.

Insomma, magari sarà l’ennesimo voto sbagliato di una vita fatta quasi solo da voti sbagliati. Ma questa volta – ricordando a me stesso che il voto non è mai un regalo, ma sempre un prestito – metterò la croce sul simbolo “Bonino-Pannella” e scriverò in stampatello e in modo leggibile i nomi:

BONINO – PANNELLA – CAPPATO.

Speriamo di non fare una cazzata!


Qualche numero e un post illegale

Giugno 4, 2009

Questo post è scritto in consapevole violazione della legge, che impedisce di divulgare informazioni sui sondaggi nelle due settimane precedenti una competizione elettorale. Ma considerato che “la legge è uguale per tutti” e che il nostro premier ci informa quotidianamente e a reti unificate dello stato di salute del suo partitone, allora qualche numero lo do anche io, riflettendoci un po’ su…

I dati sono tratti dal sito http://www.predict09.eu che ho citato qualche post fa e che presenta sondaggi aggiornati sul voto in tutti i 27 paesi dell’Unione, con un sistema di rilevazione che unisce studio dei sondaggi a comportamento elettorale reale, desunto dal passato.

Gli illustri ricercatori dicono che – tra tutti e 27 – il “caso Italia” è uno dei più difficili da gestire. E ti pareva non fosse così!. Comunque, prendendo tutto questo per buono, possiamo anche iniziare a sviluppare un ragionamento su vittorie e sconfitte del futuro…

Ultimo sondaggio

Ragionando numeri alla mano:

a) Berlusconi vince se il PDL supera la soglia psicologica del 40% (prima forza politica italiana a riuscirci dal 1958 ad oggi), la sua coalizione supera il 50% e la LN rimane al palo o poco più;

b) Franceschini vince se si colloca sensibilmente sopra il 25% dei voti (cioè un italiano su 4) e la somma dei partiti di una potenziale coalizione antiberlusconiana di governo raggiunge il 40% dei voti;

c) la LN vince se raggiunge il 10% dei voti e – alternativamente – si conferma secondo partito nel Lombardo-Veneto e/o riesce a penetrare nell’Italia Centrale;

d) Di Pietro vince se incrementa il proprio voto di almeno un 50% (passando quindi da 4.4 a 6.6% dei voti…)

e) l’UdC vince se rimane sopra il 5% dei voti, confermando la sostanziale tenuta dell’elettorato centrista cattomoderato;

f) tutti gli altri vincono solo se raggiungono la soglia del 4%. Obiettivo possibile per l’accoppiata RC-RdCI, più complicato per Sinistra e Libertà e Destra, quasi impossibile per la lista Bonino-Pannella.

I dati del sondaggio sopra riportato indicano un sostanziale pareggio, nel senso che il centrodestra avanza ma non quanto sperava (fermandosi l’accoppiata PDL-LN al 49%) mentre il centrosinistra non frana (l’ex coalizione veltroniana PD+IdV+Radicali passerebbe dal 37.6 al 38.2%, con un drastico riequilibrio all’interno delle varie forze, ma comunque una lieve crescita nel complesso.

E una possibile alternativa al governo di centrodestra? nell’intendimento di parte del PD (D’Alema, ad esempio), questa dovrebbe fare perno su un’alleanza – tutta da verificare – tra PD, UdC e Sinistra e Libertà, che dati alla mano sarebbe tra il 35 e il 36% dei voti. Troppo pochi e – aggiungendovi i consensi dell’IdV si riaprirebbero le contraddizioni del vecchio Ulivo, capace di vincere ma non di governare.

Insomma, a 3 giorni dal voto sembra ancora tutto da capire e tutto  da interpretare.