Il partito unico

Febbraio 17, 2009

Renato Soru mi sembra una brava persona e penso che i sardi abbiano fatto un errore, ma tant’è, così è andata e ora è giunto il momento della riflessione.

Renato Soru ha ottenuto il 43% di voti circa, vale a dire 5% in più del totale dei voti conseguito dalla propria coalizione, mentre Ugo Cappellacci è a quota 51, cioè 5 punti in meno della somma dei partiti di centrodestra. Il che significa, volendo coniare uno slogan, che “il centrosinistra ha perso malgrado Soru e il centrodestra ha vinto malgrado Cappellacci”.

Se la candidatura di Soru si è rivelata una scelta – tutto sommato – non sbagliata, il punto debole della filiera è stato il Partito Democratico, che è passato dal timore del calo alla certezza del tracollo.

Che il principale partito di opposizione sia così vistosamente allo sbando non è positivo per nessuno che abbia a cuore le sorti della democrazia la quale – notoriamente – si regge sull’alternanza e sul reciproco bilanciamento e controllo tra i poteri. Certo, la cosa può far piacere a Silvio Berlusconi – che in un memorabile Matrix aveva dichiarato che “senza sinistra si vivrebbe meglio” – ma per le persone “normali”?

Il rischio dietro l’angolo per il PD è l’irrilevanza politica ed elettorale. Un PD al 20-25% dei voti (potremmo arrivarci…) non potrebbe rappresentare un’alternativa di governo credibile per moltissimi anni e la sola soluzione finirebbe per essere, ancora una volta, l’accozzaglia di tutti contro Berlusconi. Accozzaglia che ha mal funzionato già nel 1998 e nel 2008.

Insomma, se i dati della Sardegna ci parlano chiaro, potremmo trovarci in un sistema politico retto virtualmente da un partito unico – il Pdl – e questo non avviene in nessuna democrazia europea.

Sono cose che accadono solo in Russia. Magari al premier la cosa fa piacere, ma alle persone di buonsenso penso proprio di no… sarebbe opportuno che nel PD facessero delle riflessioni vere su questo e magari modificassero l’andazzo…


Senza limite

Febbraio 10, 2009

L’immane e privatissima tragedia della famiglia Englaro è diventata l’ennesima puntata del trash-show denominato “politica italiana”.

Nella mia ingenuità, spero sempre che la volgarità, la goffaggine, l’inopportunità e la greve speculazione politica abbiano dei limiti, dei pudori, si fermino davanti a qualcosa – un principio, una persona, un’istituzione – e ogni volta vengo smentito dai fatti.

Se mettiamo in fila le insolenze, le fesserie e le minacce degli ultimi giorni sembra facile dire “Silvio Berlusconi non potrà mai cadere più in basso di così”. Ma l’esperienza dovrebbe ormai insegnarci che questo è cullarsi in una illusione… tempo qualche giorno e avrà nuovamente trovato il modo di infrangere il proprio stesso record.

Insomma, prepariamoci al peggio…


Negazione

Febbraio 2, 2009

Sono capitato per errore su un blog “negazionista” con insulti grevi e ironie indegne nei confronti dei sopravvissuti alla tragedia della Shoah e – per non farsi mancar nulla – a quella delle altre “categorie martiri” (zingari, prigionieri di guerra russi, omosessuali, malati di mente, disabili, élite culturale polacca…).

Il blog rivendicava il diritto di scrivere le proprie porcherie rifacendosi all’art. 21 della Costituzione italiana e allora io – pur sapendo che non serve a nulla – ho lasciato un commento di questo tono: “a norma dell’art 21 della Costituzione da Voi ricordato, desidero esprimere in piena libertà la seguente opinione intellettuale: crepate, nazisti di merda!”. So che non è degno di me, ma ormai è fatta…

E mi sono messo a riflettere sul negazionismo. Che significa? molto semplicemente dire che l’Olocausto non c’è mai stato. Una balla costruita ad arte per non si sa bene quale ragione…

Ora, già è incomprensibile che esistano dei nazisti “oggi”, vale a dire nell’Italia del 2009, che è priva di tutte le problematiche socioeconomiche e politicoculturali della Germania del 1933, ma che negare un fatto storicamente accertato non è solo una posizione politica aberrante, ma pure una cazzata! Sarebbe come se – per esempio – un sostenitore di Napoleone negasse l’evento “battaglia di Waterloo”, solo perchè il nostro idolo ne è uscito maluccio.

Eppure – senza saper ne leggere ne scrivere – ci sono elementi probanti della storicità dell’Olocausto, che tanto vale ricordare:

1. La vicenda è piena di “criminali” rei-confessi. A partire da Hitler, che ha rivendicato lo sterminio degli ebrei più volte (l’ultima nel testamento redatto un giorno prima del suicidio), per giungere ai verbali della conferenza di Wansee del 1942 (che pose le basi “operative” dello sterminio), fino agli scritti privati dei principali gerarchi nazisti, alle loro stesse deposizioni a Norimberga (quando fecere scaricabarile delle responsabilità su Himmler, ma non negarono l’evento dell’Olocausto), per giungere alla stessa deposizione del responsabile di Auschwitz, Rudolf Hoss, che spiego in modo piano e acritico come fu possibile l’eliminazione di circa 2.000.000 di esseri umani grazie ad un “razionale” utilizzo delle camere a gas;

2. La vicenda è piena di testimoni. Decine di migliaia di scampati di ogni paese europeo che – senza conoscersi tra loro, senza aver modo di concordare una “versione dei fatti” condivisa – hanno descritto nei minimi particolari la “vita” all’interno dei lager;

3. La vicenda è piena di prove documentali: cadaveri, foto, testimonianze esterne, luoghi di detenzione, strumenti di tortura… Mai crimine fu meno nascosto e mai prove furono occultate in modo più sciatto.

Ciò nonostante, non si trova un solo nazista che dica “hanno fatto bene ad ucciderli tutti”, ma se ne trovano a bizzeffe che dicono “non è mai accaduto”, il che è surreale. E testimonia l’inutilità di ogni ragionamento. E l’inutilità stessa di questo post, che a ben vedere avrei pure potuto non scrivere e voi avreste potuto tranquillamente non leggere.

Non serve a nulla. Nulla aggiunge e nulla toglie e io – scrivendolo – lungi dal sentirmi sollevato, sono ancora più incazzato.