Honeymoon

Gennaio 19, 2009

Ormai è un dato di fatto che emerge da tutte le più recenti rilevazioni, ultima quella di Repubblica in edicola quest’oggi: la luna di miele tra italiani e governo Berlusconi è terminata. Non siamo ancora alla crisi – ovviamente – ma direi che il desencanto è dietro l’angolo: le prime crepe sono apparse durante le settimane di manifestazioni studentesche, su queste si è innestata la preoccupazione per la crisi economica e nell’ultimo mese le continue polemiche interne alla maggioranza di governo.

Tutto questo non deve sorprendere: un anno fa, pochi giorni prima della caduta del governo Prodi, la ex coalizione di centrodestra era vistosamente in crisi, anzi – per utilizzare l’espressione di Gianfranco Fini – erano giunti “alle comiche finali”. Poi – inaspettato – il miracolo per la Casa di Brandeburgo: prima Uolter Veltroni recuperava dal cassonetto dell’umido il povero Silvio Berlusconi, ivi gettato dai suoi “amici” e alleati… “Bisogna trattare con Berlusconi! E’ lui il capo dell’Opposizione! E’ cambiato, è diventato buono e ora faremo le riforme assieme!”

Intanto, mentre Uolter trattava con il Caimano rinsavito, il governo di centrosinistra andava a rotoli, tempo pochi giorni e le Camere venivano sciolte e tutto ricominciava come al solito: sempre in campagna elettorale, sempre a schierarsi pro o contro Berlusconi, con il centrosinistra sempre in pezzi. Insomma, per parafrasare Nietsche, l’Eterno Ritorno del Sempre Uguale…

E’ passato un anno da quei giorni ruggenti e le contraddizioni dentro la destra sono sempre più evidenti. Eppure, il governo resta solidissimo e se dovesse cadere sarebbe solo per ricostruirlo su basi diverse, ma con i medesimi attori, un po’ come ai tempi del Pentapartito, quando cadeva un governo a 5 e veniva rifatto un governo a 5, magari con un sottosegretario in più per il PSDI e un portafoglio in meno per il PLI.

Questo anche perchè da ormai 8-9 mesi l’opposizione – molto semplicemente – non esiste più. Ed è un errore politico micidiale che nel PD non siano capaci di chiudersi in una stanza, fare una volta per tutte la loro Notte di San Bartolomeo e ripartire. Non importa su quale programma o con quale leader, per dirla con Napoleone, in guerra è meglio avere un cattivo generale che due buoni. Quello che non possono fare è rimanere fermi a strillarsi addosso, che però è l’unica cosa che sta facendo il Partito Democratico.

E nel frattempo, l’opposizione politica la fa la Lega, l’opposizione istituzionale la fa Fini, l’opposizione etica la fa Di Pietro, l’opposizione sociale la fa la Cei. Se ho torto, ditemelo perchè proprio mi sfugge dove e perchè… Eppure, margini ci sarebbero (eccome), temi da affrontare ci sarebbero (eccome), persone da valorizzare ci sarebbero (eccome).

Ma non succede nulla. E così la finta luna di miele tra la Signora Italia, stanca e un po’ scojonata e il signor Silvio che spera di tirare nottata a forza di barzellette scadenti e vittimismi è condannata a continuare, solo il cielo sa per quanto ancora. Temo parecchio…


High Hopes

Gennaio 13, 2009

Un paio di sere fa guardavo dal satellite – su Raisat qualcosa – una vecchia puntata di “Tunnel“, varietà satirico del 1994, presentato da Serena Dandini.

Nella metafora satirica il “tunnel” avrebbe dovuto unire e collegare la I alla II Repubblica, rappresentando il passaggio dal vecchio sistema politico a uno tutto nuovo di zecca… Che show e che personaggi! E che satira pungente:

  1. Berlusconi (Sabina Guzzanti) perennemente invischiato in processi e nell’agone politico solo per risolvere le proprie beghe private;
  2. Bossi che minaccia sfracelli e vuole spaccare l’Italia;
  3. D’Alema che vuole fare fuori Veltroni;
  4. Fini che forse è fascista ma forse anche no;
  5. Bevtinotti che vuole la vivoluzione pvoletavia;
  6. La sinistra che è divisa, litigiosa e inconcludente;
  7. Alessandra Mussolini (Cinzia Leone), che le spara grosse contro “li froci” e sul conto del suo povero nonno;
  8. Battutone sulle tangenti, sui giudici e sull’intreccio politica-magistratura.

Il primo quarto d’ora di spettacolo è stato divertente. Ma poi – d’un lampo – mi sono reso conto che dopo 15 anni (cioè il doppio del tempo in cui Cavour ha governato il Regno di Sardegna) siamo ancora esattamente allo stesso punto: sono tutti lì, con le stesse paure, le stesse minacce, gli stessi intrighi, le stesse liti, le stesse beghe meschine, le stesse sporcizie… è brutto dirlo, ma fosse almeno morto qualcuno, così per vedere che una cosa si è chiusa in via definitiva!

E mi è venuta tanta malinconia. Esiste un paese più immobile e inconcludente del nostro?


Israele e i suoi errori

Gennaio 5, 2009

Malgrado mi consideri una persona adeguatamente informata, confesso di non sapere chi sia il responsabile della recrudescenza della eterna guerra in Medio Oriente… un qualche petardo fatto in casa lanciato un paio di allucinati di Hamas? qualche omicidio mirato progettato giocando a risiko da qualche fagiano d’oro del Mossad? vallo a sapere…

Cerco di ragionare sui fatti. Come fanno gli storici? partono da quello che sanno ed è sicuro… Ad esempio, è un dato non contestato che il 18 giugno 1815 in una piana intensamente coltivata non distante da Bruxelles e limitrofa al borgo di Waterloo gli eserciti francesi e angloprussiani si sono scontrati e che i francesi hanno avuto la peggio. Questo è il dato storico. Poi ci sono le microinterpretazioni: se non ci fosse stato il fango la battaglia sarebbe iniziata prima… se non si fosse perso tempo a bombardare il castello di Hougoumont… se Grouchy avesse avuto i riflessi più lesti… Se il maresciallo Ney non avesse mandato al macello 12.000 cavalieri contro i quadrati inglesi… Se Napoleone invece di starsene disteso a lamentarsi per le emorroidi si fosse spicciato a mandare la Guardia… se, se, se, se, se… E poi ancora le macrointerpretazioni storiche. Se avessero vinto i francesi il Belgio si sarebbe sollevato in loro favore… sarebbero stati spostati 100.000 uomini verso l’Austria… ci sarebbe stata una pace di compromesso e forse oggi in Francia ci sarebbe ancora un imperatore, magari Napoleone XII°.

E in questo caso? il dato storico certo qual’è? forse che nel 1948 l’Onu aveva stabilito delle cose che non si sono mai realizzate? come il principio del due stati sovrani e pacifici, uno ebraico e uno palestinese? Ma pur avendo appurato che forse la prima schioppettata l’hanno tirata gli arabi, che cosa ci dice dell’oggi? poco, direi, molto poco.

E allora, senza i fatti, che vengano le opinioni. Ho scritto parecchie volte dei post di vicinanza e simpatia verso Israele, ma questa volta proprio non ci riesco. Quando è troppo, è troppo… non solo perchè ritengo indegno di un paese civile e democratico l’abuso dei bombardamenti su obiettivi civili ma anche perchè, piaccia o non piaccia (e a me NON piace), Hamas gode di un effettivo consenso popolare e il consenso non si demolisce a cannonate, che piuttosto lo rafforzano…

Certo, Al Fatah e la sua dirigenza si sono sputtanati, dimostrando che forse è più facile dirottare aerei che non gestire il governo di un territorio e in fondo la caduta di prestigio dell’ANP (laica e quasi democratica) è avvenuta non per colpa di Israele, ma per la loro incapacità a costruire un percorso vero, per la patologica corruzione, per l’inadeguatezza nei confronti delle aspettative e dei bisogni della popolazione, che per ragioni svariate appoggia in buona misura gli allucinati fanatici di Hamas.

La quale Hamas ha trasformato un conflitto “laico” in una jihad, come se ce ne fosse il bisogno. Sono alleati degli Hetzbollah libanesi e dei “guardiani della Rivoluzione” iraniani, vale a dire due delle più fanatiche, illiberali e violente fazioni politiche del mondo arabo. E ricordiamo un po’ come iranimpiccagione02funziona l’orrido regime iraniano, dove vengono impiccate le donne incinte (evito la foto), gli oppositori in genere – appesi a grappoli, come le palle dell’albero di Natale – impiccagione1e i giovani gay in particolare, come nella foto a sinistra.

Tutto questo lo ricordo non per compiacimento morboso, ma perchè molto spesso l’opinione pubblica di sinistra – nel suo condivisibile spirito terzomondista – dimentica o non da importanza a quanto avviene quando sono “i buoni” a prendere il potere… E mi chiedo quanti di coloro che difendono Hamas si sentirebbero a loro agio se fossero governati da questi individui, che farebbero rimpiangere pure Berlusconi…

Ciò ricordato però, Israele a parer mio sta passando il segno. Carri armati, bombardamenti a tappeto, massacri di civili, tabule rase… per cosa? dov’è l’obiettivo politico? eliminare Hamas da Gaza, magari facendo in modo che spunti in Cisgiordania? riprendere il pieno controllo della Striscia per ridare vita al tormento dell’occupazione abusiva del territorio palestinese? trovare una scusa per invadere nuovamente il Libano? Oppure, molto semplicemente, rafforzare il consenso elettorale del governo in carica che – val la pena di ricordarlo – era stato eletto con un programma “pacifista”?

Insomma, forse Israele non predica la Guerra Santa, ma ho l’impressione che pratichi la guerra sporca, per fini tutti di politica interna. E in un conflitto tra fanatici religiosi e militarismo fascista, confesso che non riesco a schierarmi… posso solo dirmi triste e deluso per come 60 anni di guerra hanno ridotto una democrazia che era nata per essere colta, civile e aperta.