Poliarchia

"Se le idee degli altri fossero così importanti non avrebbe senso cercare di averne di proprie"

Aria nuova

Silvio Berlusconi ha dichiarato che rimarrà in politica per impegnarsi in prima persona contro i comunisti. Finalmente un po’ di idee nuove.

Il preavviso

Si guardino le facce, si leggano i titoli dei giornali di area e si capirà che il Pdl toglierà l’appoggio a Monti entro 3 mesi, come massimo. Poi vedremo se questo comporterà anche lacrime e scissioni nella destra oppure dritti dritti al voto…

Nel freezer

E’ sconcertante l’immobilismo di questi giorni… Il governo traballa come l’Impero Ottomano alla fine dell’800, mentre l’opposizione è immobile in attesa che qualcosa o qualcuno risolva i problemi, ma come non si sa.

Probabilmente è in arrivo un governo tecnico (quando? vallo a sapere…) e chi lo presiederà sarà – piccola profezia a buon mercato – il favorito per la corsa al Colle, del 2013…

Costi della Politica

Si fa un gran parlare dei “costi della Politica”… Ci sono troppi deputati, troppi senatori, troppi consiglieri regionali, troppi comuni, le province non servono a nulla e vanno smantellate ecc. ecc. ecc. Ma siamo sicuri che i “costi della Politica” siano tutti lì?

Sono un appassionato di tennis e in questi giorni sto seguendo su Sky gli US Open, come giusto che sia. Ieri pomeriggio però, scanalando pigro qua e la, mi sono imbattuto nei “campionati internazionali femminili di Biella”. Non stavo guardando una rete satellitare del tipo “Prealpisat” o cose del genere, ma Raisport. La tv di Stato, il servizio pubblico, pagato con il canone di tutti i cittadini (per lo meno di tutti i cittadini che pagano il canone…) che riteneva di “pubblico interesse” una manifestazione tennistica di nessuna rilevanza internazionale, priva di nomi di un qualche rilievo, ma di certo utile per promuovere l’immagine di qualche “ras” locale con potenti agganci nei sottoscala della Rai.

A Biella è stata spedita una troupe, messa in piedi una diretta, commentata da ben due cronisti, il tutto per forse qualche decina di annoiati spettatori, magari tutti o quasi del Piemonte, interessati a vedere che accadeva a due ignote signore intente a scambiarsi pallate sotto il sole cocente in un campo in terra rossa di paese, con una tribunetta da poche centinaia di posti dietro la quale si intravvedeva un orrendo palazzo di edilizia popolare o similpopolare, presumibilmente degli anni ’60.

Quante migliaia o – conoscendo la Rai – decine di migliaia di euro sarà costato questo “servizietto privato” fatto dal servizio pubblico non si sa a chi, con i soldi del contribuente? Non è anche questo un “costo della Politica” da tagliare in modo netto?

 

Ri-partenza

E’ settembre, quindi si riparte.

Si riparte da dove? Questo blog era nato per ragionare sulle novità, sui cambiamenti e sui colpi di scena della politica italiana, che però è la più immobile e scadente del pianeta e dunque è un blog sbagliato, un blog straniero.

Però bisogna impegnarsi e quindi da ora, ogni lunedì, piccola riflessione su quanto è accaduto nella settimana appena chiusa e su quello che forse accadrà… E quindi, che riflessioni sugli ultimi 7 giorni? Innanzitutto una: gli avantindrè del governo sulla manovra sarebbero ridicoli se non fossero tragici… Ogni giorno si smonta quanto costruito il giorno prima, senza una logica, senza una linea di condotta, senza neppure il decoro. E questo aspetto una mia vecchia opinione: bisognerebbe riformare la Costituzione non per inserire stravaganze, bensì per modificare l’art. 77 e rendere i decreti legge del governo non emendabili.

Sarebbe un piccolo passo per le istituzioni, ma un balzo in avanti per il decoro politico.

Sondaggi

Una legge assurda – approvata nel 2000 – impedisce la pubblicazione di sondaggi elettorali nei 15 giorni precedenti il voto. La ratio di questa norma (approvata per dare un freno ai proclami berlusconiani di allora, che parlavano di risultati mirabolanti senza citare fonti o parametri di ricerca) e duplice: non influenzare gli influenzabili ed eccitabili elettori e – seconda finalità – impedire l’abuso incontrollato dei sondaggi nelle ore precedenti al voto.

La solita legge sterile, bacchettona e fintamente didattica. Chi doveva fare abuso di sondaggi ha continuato a farlo impunito e chi vuole trovare i sondaggi li trova comunque. Ad esempio su www.notapolitica.it ma in foggia di corse ippiche “clandestine”, fingendo di dare i risultati di presunte gare tenutesi in un qualche misterioso ippodromo.

Dove non mi convince la cosa? ovviamente non funziona perché i numeri che vengono dati sono privi di controllo, sono senza un riferimento al numero degli intervistati, alla data, alla domanda fatta, all’istituto che ha erogato il sondaggio ecc. ecc. … insomma, sono numeri un po’ buttati ad minchiam. E infatti, fino alla vigilia del voto disegnavano un’Italia felicemente berlusconiana dove Milano e Napoli sarebbero stati vinti con largo margine dai candidati del centrodestra (particolarmente cari ai due cronisti ippici, Manca e Bressan, che vibrano di emozione al solo sentire il nome “Berlusconi”).

Si è visto che non è andata così ma – imperterriti – i due “gemelli dell’autogol” ci riprovano e in queste ore emettono risultati di “corse clandestine” che vedono una colossale rimonta di Letizia Moratti e un Lettieri in corsia di sorpasso. Ovviamente bisogna crederci, non ci sono elementi di verifica di alcun genere. E’ un Atto di Fede. Che cialtronata, si dessero all’ippica, sarebbe meglio…

Considerazioni a urne chiuse

1. Il dibattito sull’affluenza è sterile e noioso, nonché un tantino moralistico. Vada a votare chi ha voglia, la partecipazione politica è un diritto, non un obbligo;

2. Che senso ha fare exit-poll con un margine di oscillazione del 6%? tanto vale non farli affatto… il testa o croce ha dignità scientifica maggiore;

3. A Milano sta andando male la destra, a Bologna e Napoli sta andando male la sinistra. E se gli elettori, invece di farsi traviare da tante strilla, si siano limitati a punire chi ha governato male, senza tante chiacchiere?

4. Quando un politico dice in tv “aspettiamo i dati veri, ci vuole cautela” vuol dire che qualche dato vero lo conosce ed è piuttosto negativo.

5. Dopo i ballottaggi sono pronto a scommettere che ci sarà chi propone di passare al turno secco.

Ronzini

Pare dunque che Gianfranco Fini al ballottaggio milanese sia orientato a sostenere Letizia Moratti… fossi nella Madama inizierei pertanto seriamente a preoccuparmi, essendo noto che il povero Gianfranco appoggia sempre i ronzini sbagliati…

Ipotesi lunari

Da un paio di giorni c’è un brubru sempre meno soffuso sulla possibilità che il Presidente della Repubblica possa di propria iniziativa sciogliere le Camere e mandare tutti (Nano, ballerine, cortigiani, democratici incasinati, residenti di Montecarlo, baciapile e secessionisti) a quel paese. L’ipotesi è tanto suggestiva, quanto priva di attinenza con la realtà perchè:

  1. E’ vero che il presidente della Repubblica può sciogliere le Camere in autonomia (art. 88 Cost.) ma…
  2. Tale atto, per essere valido, richiede tassativamente la controfirma del Presidente del Consiglio (art. 89).

E siccome il Presidente del Consiglio sarebbe contrario, negherebbe la controfirma e la questione si chiude lì…

La gallina di LBJ

Parlando di un avversario politico in una competizione elettorale, pare che Lyndon Johnson abbia detto “potremmo mettere in giro la voce che si diverte a sodomizzare le galline, naturalmente non è vero, ma voglio vederlo smentire la notizia, con la bocca che trema e ogni volta che comparirà in televisione, alla gente tornerà in mente l’immagine di lui che insegue quei poveri polli in mezzo all’aia”.

Personalmente non so se questo noto aneddoto sia vero, ma di certo è verosimile, perché in campagna elettorale LBJ era una vera carogna e quindi forse non ha detto esattamente quelle parole, ma senz’altro le avrà pensate…

E aveva ragione. Sparala forte, sparala grossa, qualcosa resterà… E’ una delle regole (perverse) della comunicazione politica, quella che mira in particolare a conquistare (o non perdere) il consenso del cittadino meno accorto, meno attento, meno intelligente, meno motivato. Cioè la maggioranza.

E’ esattamente questa la strategia comunicativa della destra nella faccenda Berlusconi & Friends che riempie i giornali di tutto il mondo in questi giorni e ieri se ne è avuta la riprova. Il Giornale, notoriamente di proprietà del premier, ci informa che 29 anni fa la Boccassini avrebbe baciato un tizio che forse non doveva baciare e questo avvenne in mezzo alla strada, o qualcosa di simile. I giornalisti sguinzagliati da Sallusti non ci hanno detto se ci fu contatto tra le lingue e se lei si abbandonò all’abbraccio languidamente, chiudendo gli occhi e alzando il piedino, ma l’idea di fondo è chiara: Ilda Boccassini è una zoccola, tale e quale quelle che sta perseguendo e dunque non ha titolo per fare la morale a chicchessia, tanto meno al Premierissimo!

Ora, basta essere un po’ accorti e dotati di un minimo di onestà intellettuale per capire come il fatto che la Boccassini abbia pomiciato con un estraneo (a noi, non a lei evidentemente) circa 30 anni fa non c’entra nulla con la faccenda in questione, eppure è un sistema che funziona in modo eccellente, perché crea polvere, molta polvere… così come non è certo corretto mettere sullo stesso piano le orge a pagamento con la richiesta di dare una struttura giuridica alle unioni di fatto (la Santanchè di qualche giorno fa: “parlate di morale, di valori e poi volete riconoscere le nozze gay!” rivolta a un pollo di batteria del PD, che ovviamente non ha replicato…).

Ci si potrebbe chiedere quale sia la connessione tra un tizio che chiede la facoltà di lasciare la propria casa in eredità a chi vuole o di scegliersi la persona da avere a fianco in ospedale e un premier che sputtana il proprio Paese con comportamenti forse non illegali, ma certo sporcaccioni e indecorosi. Connessione non c’è, è evidente, ma l’argomentazione è molto efficace, soprattutto nei confronti delle menti deboli (che sono tante)…

E purtroppo da questo non se ne esce, una delle regole base della (cattiva) comunicazione politica è l’occupare lo spazio, sempre, comunque, continuamente, per far circolare il proprio nome, per riempire i vuoti, per creare confusione e confondere tutto e tutti. Avendo paura, anzi terrore del silenzio, perché come ci ha insegnato Federico Fellini, “se tutti facessimo un po’ di silenzio, forse qualcosa potremmo capire…”

Ma a cosa serve Federico Fellini in un paese drogato di bungabunga?

 

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